INPGI, il personale chiede nuovi inquadramenti e regole certe sullo smart working

L’assemblea dei dipendenti a Roma traccia la linea per il futuro puntando su riorganizzazione interna, equità nella gestione dei carichi e stop alle rigidità retributive

Il futuro dell’Istituto e il benessere dei suoi lavoratori sono stati al centro di un acceso confronto avvenuto il 17 novembre 2025 presso la sede romana dell’INPGI. Durante l’assemblea del Personale non dirigente, coordinata dalle figure chiave del comparto Cisl FP e dell’Area Adepp Andrea Ladogana e Roberto Pinci, si è delineata una strategia chiara in vista dei prossimi rinnovi contrattuali. La priorità emersa dal dibattito è la necessità di abbandonare l’attuale struttura basata su aree e livelli statici che negli ultimi anni ha generato una preoccupante stagnazione delle retribuzioni. La proposta avanzata punta invece a un sistema più moderno e fluido, capace di garantire un maggiore dinamismo negli incrementi salariali e di rispondere concretamente alle esigenze motivazionali dei dipendenti.

Il confronto non si è limitato agli aspetti economici ma ha toccato le corde dell’organizzazione interna. È stata infatti evidenziata l’urgenza di un’approfondita analisi organizzativa che possa ridisegnare l’organigramma dell’ente. L’obiettivo è ottenere una ripartizione più equa delle risorse umane e dei carichi di lavoro, una mossa ritenuta indispensabile per gestire al meglio anche le dinamiche legate al turnover del personale. Sul fronte del welfare e della gestione quotidiana, l’assemblea ha auspicato una revisione degli orari per evitare la formazione di piccole sacche di discriminazione interna e ha sollevato con forza il problema del lavoro agile. Attualmente, infatti, si registra una totale assenza di regolamentazione dello smart working, oggi concesso esclusivamente in pochissimi casi legati a gravi motivi di salute, una rigidità che i lavoratori chiedono di superare al più presto.