Care Colleghe e cari Colleghi,
il percorso per il rinnovo del CCNL 2025–2027 è entrato nel vivo. Dopo i primi incontri, ancora interlocutori, il confronto con la parte datoriale sta progressivamente delineando i nodi reali della trattativa: il recupero del potere d’acquisto, il futuro dell’ordinamento professionale, il rafforzamento del welfare e, soprattutto, il ruolo stesso del contratto nazionale.
Veniamo da un triennio in cui gli aumenti contrattuali, benché superiori alla media dei contratti sottoscritti per lo stesso triennio non hanno compensato l’inflazione reale. Un triennio segnato, inoltre, da un contesto internazionale profondamente instabile. Dall’Ucraina al Medio Oriente le tensioni geopolitiche stanno già generando effetti economici concreti. Tra questi, il più immediato è l’aumento dei costi energetici, destinato ancora una volta a scaricarsi sui lavoratori e sulle famiglie, come sempre.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una perdita strutturale di salario che incide concretamente sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto. Allo stesso tempo, il sistema delle Casse continua a registrare una crescita patrimoniale significativa, confermando solidità e capacità di sviluppo.
È dentro questa contraddizione che si colloca il rinnovo del CCNL. Non può essere un rinnovo ordinario. Deve essere un contratto moderno, capace di accompagnare l’evoluzione del comparto e di garantire un salto di qualità reale per chi ogni giorno, con competenza e responsabilità, assicura servizi fondamentali agli iscritti.
Le sfide che abbiamo di fronte sono profonde e non più rinviabili. L’introduzione sempre più pervasiva dell’intelligenza artificiale sta già determinando un cambio di paradigma nei processi produttivi, modificando ruoli, competenze e modalità di lavoro. Questo processo non può essere subito passivamente: deve essere governato, orientato e accompagnato attraverso la contrattazione, affinché diventi uno strumento di valorizzazione del lavoro e non di sua compressione.
Allo stesso tempo, l’esperienza dello smart working ha reso evidente che la produttività non può più essere legata al controllo fisico della prestazione. È necessario compiere un passo ulteriore, passando da una logica di presenza a una logica di risultato, fondata su obiettivi chiari, misurabili e condivisi. Questo implica un cambiamento culturale profondo, che ridefinisce il rapporto tra lavoratore ed ente: non più basato sul controllo, ma sulla fiducia, sulla responsabilità e sulla valorizzazione delle competenze.
Dentro questo nuovo equilibrio, assume un ruolo centrale anche il tema del welfare. Nei sistemi delle Casse, ancora oggi troppo poco sviluppato, è necessario costruire strumenti moderni e inclusivi, che rispondano ai bisogni reali delle persone: dalla sanità integrativa alla previdenza complementare, fino a forme di sostegno alla conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Il welfare non è un elemento accessorio, ma una componente essenziale di un modello organizzativo avanzato, capace di sostenere il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori e, con esso, la qualità dei servizi erogati.
Un contratto moderno è, quindi, un contratto che sa leggere il presente e governare il futuro. In questo scenario, il ruolo del sindacato diventa ancora più centrale.
In questo quadro, la CISL FP conferma il proprio primato nel comparto, mantenendo una presenza solida e diffusa nelle Casse. Ma questo dato, da solo, non basta. La forza del sindacato non è mai un fatto acquisito: si costruisce ogni giorno, attraverso la partecipazione, il confronto e il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori.
È questo il contesto.
Ma rafforzare il CCNL oggi significa anche compiere una scelta chiara. Non possiamo limitarci a conservare l’esistente. Un approccio che si limitasse a confermare lo status quo rappresenterebbe un’occasione persa e rischierebbe di consegnare le Casse all’immagine di strutture vecchie, vetuste, aggrappate a modelli organizzativi e culturali ormai superati.
Il contratto nazionale deve invece restare il luogo in cui si definiscono le regole condivise del sistema in cui si inserisce la nostra azione: rafforzare il contratto nazionale, difendere diritti comuni, evitare frammentazioni e costruire un modello che tenga insieme innovazione, equità e qualità del lavoro, il punto di sintesi capace di tenere insieme le specificità delle singole Casse dentro un quadro unitario.
Il rinnovo 2025–2027 rappresenta, da questo punto di vista, uno snodo decisivo. Non si tratta solo di aggiornare istituti contrattuali, ma di chiarire quale modello vogliamo costruire per il futuro: un modello nel quale il contratto nazionale continua a essere il perno della regolazione del lavoro, oppure un sistema frammentato, in cui le questioni sostanziali vengono progressivamente spostate altrove.
Per tutte queste ragioni, la partecipazione diventa decisiva.
L’assemblea cittadina che si terrà di lunedì 11 maggio presso la Sede Nazionale della CISL FP di via Bono Cairoli 68, aperta a tutte e tutti, rappresenta un momento fondamentale di confronto e condivisione. È il punto di partenza di un percorso che non si è mai interrotto, fin dalla privatizzazione degli Enti, e che oggi richiede una nuova assunzione di responsabilità collettiva.
Partecipare significa contribuire, informarsi, scegliere.
Significa essere protagonisti del futuro del nostro contratto.
Il contratto è di tutte e di tutti. Facciamo sentire la nostra voce.
Link per la partecipazione da remoto:
https://fp-cislit.webex.com/fp-cislit-it/j.php?MTID=ma21bcb6bf3f26abaeadb8b214f12ab11
Coordinamento nazionale CISL FP Casse Previdenziali
